Chiara Scerini, da coach a giocatrice, ci parla del Minivolley e della Prima Divisione

ProVolley.it è andato a sentire dalla nostra istruttrice Chiara Scerini come è ripartito il settore minivolley della nostra società ed ha colto l’occasione anche di fare il punto della situazione della Prima Divisione femminile dove la nostra Chiara è il “libero” della squadra.

Come sta andando questa prima parte di stagione con il minivolley?
“Devo dire che sono molto contenta, abbiamo avuto una buona risposta in termine di partecipazione. Avevamo timore che i numeri potessero essere bassi a causa della pandemia e invece non è stato così. Sono quasi tutte bambine della scuola primaria (dal 2011 al 2015) e stiamo vedendo importanti miglioramenti, tanto che alcune le porteremo anche in Under12 a partire da gennaio. Poi ci sono anche 3 maschietti che giocano con noi e anche loro migliorano e si divertono”.

C’è qualcosa che ti ha colpito in questa ripartenza?
“Sicuramente c’è tanto lavoro da fare sulla coordinazione perché alcuni non erano proprio abituati a fare sport. La differenza con chi aveva già fatto minivolley e gli altri si vede. Adesso lasciamo a inizio allenamento 15 minuti proprio per sfogarsi perché i bimbi rimangono 8 ore seduti con la mascherina e vedono l’allenamento davvero come una liberazione”.

Cosa ti piace di più dello stare con i bambini?
“I bambini sono decisamente naturali, si divertono per qualsiasi cosa, ogni gioco che proponiamo per loro è bellissimo. Cerchiamo anche di metterci sempre un po’ di base tecnica e anche gli esercizi potenzialmente più noiosi invece generano grande entusiasmo. Vengono perché hanno voglia di giocare a pallavolo, divertirsi e imparare, questo fa la differenza anche nell’apprendimento. Io studio pediatria, poter ritrovare nei nostri bimbi anche tante cose che studio è certamente un valore aggiunto”.

Passando alla Prima Divisione: avete avuto partenza un po’ complicata, cosa vi può aiutare ad uscire dalle difficoltà?
“Dobbiamo avere più continuità mentale perché troppe volte all’interno della partita ci perdiamo. Abbiamo vinto la prima partita, spesso vinciamo il primo set, ma poi non riusciamo a mantenere quell’attenzione per tutta la gara. La squadra è certamente molto giovane, il saliscendi mentale è normale, ma possiamo e dobbiamo fare di più da questo punto di vista”.

Pochi giorni fa avete fatto la prima partita con il nuovo coach, su cosa state puntando?
“Purtroppo quando c’è un cambio di allenatore possiamo dire che la colpa è di tutti. Devo dire che in questi primi allenamenti con Andrea Rossi c’è stato molto ordine, il coach ci dà degli obiettivi chiari, adesso stiamo lavorando su fondamentali come ricezione e battuta. Penso che potremo uscire dalle difficoltà, ci vuole un po’ di tempo, ma ci riusciremo”.

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