Mondo coach: una chiacchierata con Andrea Rossi

Un altro appuntamento con la nostra rubrica alla scoperta dei coach del Pro Volley Abbiategrasso. E’ il momento di Andrea Rossi che nella nostra società ricopre moltissimi a livello maschile, ma anche nel settore femminile.

Come nasce la passione per questo sport?
“In realtà mi sono sempre interessato alla pallavolo, anche se non ho mai giocato attivamente. Poi al primo anno di università facendo scienze motorie ho conseguito il tesserino da allenatore e così nella stagione 2014-15 ho avuto l’opportunità di iniziare ad allenare ed ovviamente da quel momento la passione è diventata sempre maggiore”.

Cosa ti piace del fatto che sia un gioco di squadra?
“Significa che si vince e si perde insieme. Insieme è proprio una parola fondamentale nel mio concetto di sport di squadra. Costruire una vittoria è frutto del lavoro di un team che lavora insieme per portare a termine un progetto. Una cosa stupenda. Da giovane ho praticato uno sport individuale, ma ho sempre apprezzato di più una sport di squadra dove ci si aiuta. La squadra anche all’esterno della palestra un’altra cosa, rispetto alla solitudine dello sport individuale”.

Raccontaci il tuo ruolo all’interno del Pro Volley
“Sarò il vice di Giampiero Fasce con la Serie D maschile e sarò l’head coach della squadra di 3^ divisione femminile. E poi insieme a Chiara Scerini condividerò la responsabilità del settore minivolley”.

Cosa rappresenta per te il Pro Volley?
“Per me è la seconda stagione in questa società è quello che mi ha colpito è il fatto che ci sia un progetto ambizioso per permettere al Pro Volley di crescere ulteriormente. Mi piace il team di lavoro che si è creato tra tutti noi allenatori, ritengo che siamo davvero molto affiatati tra noi. E’ un modo di lavorare davvero che mi piace e se rimarrà così avrò piacere a farlo davvero per tanti anni”.

Quali sono gli insegnamenti che vuoi dare ai tuoi ragazzi oltre la tecnica?
“Con coach Fasce mi sono trovato subito bene perchè la vediamo allo stesso modo non solo in campo, ma ancora di più sull’aspetto extra-palestra. Una squadra non si crea solo in campo, ma l’aspetto emotivo e sociale è davvero fondamentale, anzi penso proprio che possa fare la differenza. E’ quello che vorrei sempre in una mia squadra. Si può anche perdere, ma deve rimanere ugualmente la serenità, se hai comunque fatto il tuo dovere. elemento fondamentale per tornare a vincere”.

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